Bio

– La gente si perde sempre nei dettagli, tipo: che scuola ho frequentato, che media avevo. Poteva essere del sei, oppure dello zero, non è importante. Quello che è importante, è che io sono. Giusto?

– Signor Murphy, vuol dire che ha mentito, nella sua domanda di assunzione?

– No. Oh sì, oh sì.

da Trainspotting, Danny Boyle, 1996

Sono nato a Chiavenna, in provincia di Sondrio, nel 1981.

Ho frequentato il liceo scientifico, dove mi piacevano molto la matematica, la letteratura, il latino – in particolare tradurre con stile è una passione che conservo come transcreator dall’inglese – e la filosofia – che ho continuato e continuo a studiare da autodidatta. Poco o nulla invece fisica, chimica e biologia, dove potevo avere la media del sei o dello zero, non è importante.

In quegli anni ho iniziato a collaborare come giornalista per due periodici locali, quindi mi sono iscritto a Scienze della comunicazione all’Università Cattolica di Milano con l’intenzione di percorrere questa strada. In alternativa credo che avrei fatto Matematica o Filosofia, ma senza interesse per l’insegnamento.

Le materie principali del corso erano le scienze sociali e la semiotica – per quest’ultima la Cattolica è una delle principali scuole italiane – e così ho iniziato a interessarmi alla pubblicità: dapprima come studioso, a partire dalla lettura dei classici saggi di Umberto Eco e Roland Barthes, poi col desiderio di crearla. Dopo la laurea triennale e quella magistrale, un paio di stage in un ufficio stampa e in un’agenzia di comunicazione, mi sono quindi iscritto alla prima edizione del Master in Art Direction e Copywriting del Politecnico di Milano, per approfondire il lato tecnico del mestiere con alcuni dei migliori direttori creativi italiani e internazionali come docenti.

Al termine, ho lavorato circa quattro anni full-time in agenzia a Milano (McCann-Erickson, Saatchi&Saatchi, Forchets) e dal 2012 sono freelance. Ho una grande passione per i film – mi sono laureato con una prima tesi su Bernardo Bertolucci e una seconda su Abel Ferrara e all’università curavo una rivista studentesca di critica cinematografica – le serie tv, la letteratura, i fumetti, la musica e i videogame, tutte fonti di ispirazione essenziali per avere sempre nuovi stimoli creativi.

Nel resto del tempo, tra le altre cose, ormai da otto anni pratico la corsa con regolarità. E, spesso, l’ora quotidiana di running al parco è anche quella di lavoro migliore della giornata, perché sotto i 5 min/km la mente si svuota e le buone idee trovano sempre posto: diffidate dei creativi che non si scollano mai dai loro schermi luminosi.

– Mi dica, di solito cosa fa quando non lavora?

– Mah, gioco ai cavalli, ammazzo il tempo.

– Niente donne?

– In genere lavoro su qualcosa quasi tutto il tempo.

da The Big Sleep, Howard Hawks, 1946

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